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Mutuo a tasso variabile
Al contrario di quanto avviene con i mutui ipotecari con tasso fisso, nel caso dei mutui a tasso variabile si ha un tasso di interesse che varia in relazione all'andamento dei mercati finanziari. Con i mutui a tasso variabile, il tasso di interesse applicato dall'ente bancario nasce da due valori ben definiti: l'Euribor e lo spread. L'Euribor è una misura indicativa del costo del denaro per la banca; è un valore legato al mercato e che non può di conseguenza essere sottoposto a qualsiasi tipo di modifiche da parte della banca o del richiedente il mutuo. A differenza dell'indice Euribor, lo spread viene amministrato direttamente dall'istituto mutuante ed è assimilabile al suo margine di guadagno. Tendenzialmente si osserva come vi sia uno spread più elevato nel caso dei mutui di maggiore durata, sebbene questa non vada vista come una regola assoluta e non tutti gli enti adottino di fatto questa politica. Un possibile scenario: con l'Euribor a 6 mesi del 2, 62% e uno spread di 1, 37% si avrà un tasso finale corrispondente a 3, 99%. Un eventuale crescita dell'Euribor condurrà ad un tasso finale più elevato: nell'eventualità in cui il parametro Euribor diventasse il 2, 79%, il soggetto mutuatario dovrebbe pagare alla banca un tasso complessivo equivalente a 4, 16% (2, 79% + 1, 37%).